Moreno Pesce

Un giorno, il 30 agosto del 1997, la mia vita si è fermata. Forse andavo troppo di fretta.
 Ho imparato a guardare, pensare e aspettare. Dopotutto, perdere una gamba, non è poi così grave, se questo non ti blocca la voglia di vivere. Un incidente motociclistico mi ha sbattuto a terra in tutti i sensi e la vita ha cambiato significato. Sono rinato quando ho capito che la sola differenza è che ora sono solo un po’ più lento quando corro o cammino.

Il mio scopo è continuare a farlo non solo per me, ma per far emergere quella stessa forza che mi ha rifatto iniziare a vivere in ogni persona che possa pensare di mollare perché qualcosa nella loro vita è cambiato irreversibilmente.
Una forza che ogni giorno mi ritorna più forte di prima e mi accompagna in tutte le cose che faccio.

La mia missione è pormi degli obiettivi e cercare di raggiungerli come traguardi, anche se sono solo dei traguardi intermedi, trasmettendo l’energia che mi anima ogni volta ad intraprendere qualsiasi avventura.

Le mie gare sono una sfida con me stesso e con nessun’altro. Quando gli organizzatori mi permettono di partecipare è un piacere arrivare al traguardo. Non esiste competizione ma partecipazione per me. Spero che in futuro ci siano più disabili a queste gare, nello spirito della totale sicurezza e nel rispetto delle decisioni degli organizzatori, perché in fondo Fare sport aiuta le persone, siano essi disabili o no. La mente, il corpo e l’anima hanno bisogno di queste sensazioni.

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L’unico handicap nella vita è avere un atteggiamento negativo.