Fabienne Sava-Pelosse

A 14 anni ho subito un’artrodesi alla caviglia sinistra che non mi ha impedito di praticare, a modo mio, lo sport. L’artrodesi è un’operazione chirurgica che viene praticata per bloccare, tramite la fusione delle osse,  delle articolazioni compromesse da malattie reumatoidi o da importanti fratture scomposte. Per poter acquisire maggiore mobilità nel 2005, con il supporto di mio marito e dei miei figli, ho deciso di farmi amputare la gamba sinistra  ad alcuni centimetri dal ginocchio.

Non avrei mai creduto di poter scoprire, giorno dopo giorno, di poter superare notevolmente i limiti che mi hanno accompganato per buona parte della mia vita, anche se questa scelta mi è costata un polmone. Ho sempre praticato lo sci, la mountain-bike, il surf, la scalata e il water-polo, sia prima della mia scelta che dopo.

Ho trovato in mio marito una grande complicità in ambito sportivo e nel 2009 mentre prestava assistenza medica al Raid Amazones l’Arbre Vert (un raid a sqaudre completamente al femminile che prevede diverse specialità: mountain-bike, trail e canoa) ho deciso di mettermi in gioco. Da allora non ho smesso di misurarmi con imprese che andavano ben al di là dei miei precedenti limiti, come altri raid in Marocco e Guyana, gare di snowboard adattato in Francia e Canada, la traversata dei Carpazi in mountain-bike.

Nel 2017 ho ottenuto la licenza francese di insegnante di attività sportive adattate e ho partecipato e promosso ad una mostra fotografica sulle donne amputate. Ora voglio prendere quota, voglio praticare lo sport sui sentieri di montagna.

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L’unico handicap nella vita è avere un atteggiamento negativo.